REBECCA

La “Rete Beni Culturali Cappuccini Assisi” (Re.Be.C.C.A.) nasce ufficialmente il 30 dicembre 2011 come Associazione che vuole perseguire, per Statuto (art. 6), «il fine della solidarietà civile, sociale, ricreativa, educativa-culturale…e in generale tutelare e gestire beni culturali, di qualsiasi genere, con particolare riguardo a quelli a qualsiasi titolo riferibili alla Provincia dell’Umbria dei Frati Minori Cappuccini». Se da un lato, per noi, “Re.Be.C.C.A.” è il punto di arrivo di un progressivo cammino di sensibilizzazione verso i beni culturali, favorito dalle molteplici sollecitazioni della “Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa”, dall’altro vuole essere il punto di partenza di un progetto di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Provincia cappuccina dell’Umbria, inteso nella sua più ampia accezione di luoghi, beni e istituzioni culturali.


La storia di questo patrimonio inizia nel 1530 con il primo insediamento cappuccino in territorio umbro, presso Foligno, due anni dopo l’approvazione pontificia della “Bella e Santa Riforma dei Frati Minori Cappuccini”. Al convento folignate si aggiunsero presto, dal 1530 al 1535, altri nove conventi. Nel 1535 la Provincia è una delle nove canonicamente erette nel Capitolo generale di “S. Eufemia” insieme a Marche, Roma, Toscana, Napoli, Calabria, Sicilia, Milano e Venezia. Nella seconda metà del Cinquecento i conventi di Foligno, Spoleto, Perugia e Todi aprono i primi “studi” (scuole) pubblici di filosofia e di teologia che municipalità, vescovi, principi e altri benefattori arricchiscono prodigalmente di “librarie” (biblioteche). Ma non sono esclusivamente questi i conventi cappuccini umbri che godono di donazioni e non sono esclusivamente i libri l’oggetto delle donazioni bensì insieme ai cospicui patrimoni librari si aggiungono dipinti, vasi sacri e altre suppellettili che hanno fatto storicamente di molti nostri luoghi dei piccoli musei. Perciò, dopo che nell’agosto del 2010 fu introdotto in Provincia, ex novo, l’ufficio «per la tutela del patrimonio culturale», cominciammo innanzitutto con il preoccuparci di redigere «un chiaro e preciso inventario» (CJC, can. 1283 § 2) dei beni storico-artistici conservati nei nostri conventi. L’inventario, oltre ad ottemperare al disposto amministrativo del “Codice di Diritto Canonico”, rispondeva anche, nelle nostre intenzioni, al primo atto di un preciso progetto di tutela, valorizzazione e fruizione del ricco patrimonio censito e disperso, purtroppo, tra cori, sagrestie, scalinate, soffitte, corridoi, stanzette e saloni spesso chiusi in un inaccessibile e polveroso oblio. Intanto, l’8 dicembre 2011, usciva il “Vademecum per i Beni Culturali dell’Ordine” accompagnato da una “Lettera circolare” del Ministro Generale dei Frati Minori Cappuccini, Padre Mauro Jöhri, che sottolineava con queste importanti parole la valenza oltremodo spirituale della tutela del nostro patrimonio culturale: «dal livello della nostra cura per i beni culturali possiamo avere un importante indice anche della qualità della nostra vita evangelica, ecclesiale e francescano-cappuccina». Attualmente la Rete dei Beni Culturali della Provincia dell’Umbria dei Frati Minori Cappuccini comprende l’Archivio provinciale (Assisi), la Biblioteca provinciale Oasis (Perugia), le Edizioni Frate Indovino (Perugia), il Museo Missionario (Assisi), la Sala Cinema-Teatro-Conferenze “Beato Giovanni Paolo II” (Perugia) e la Sala Mostre Temporanee (Assisi).

Ci resta ancora da realizzare un deposito museale e un Museo permanente dei Beni Culturali capace di testimoniare non solo l’arte ma cinque secoli di fede e di vita cappuccina in Umbria. Proprio per questo, come abbiamo già detto all’inizio, l’Associazione “Re.Be.C.C.A.” non è un punto d’arrivo, ma vuole essere quello di partenza di un progetto a lungo termine teso a migliorare la cura dei nostri beni culturali e a promuoverne la produzione e la loro fruizione. Infine, attraverso il coordinamento e l’animazione delle diverse Istituzioni Culturali appartenenti alla Provincia, “Re.Be.C.C.A.” ambisce a rappresentare unitariamente la buona volontà di evangelizzazione, dialogo, incontro, missione ed educazione al bello, al buono e al vero che, nella molteplicità dei servizi offerti, caratterizza la nostra comune identità francescano-cappuccina.