PUBBLICAZIONI

VEDUTE DI ORÏENTE. OMAGGIO A WILLIAM CONGDON

14 maggio 2015

Dalla Presentazione

Sei mesi fa veniva edito il primo dei Quaderni di Arte, Cultura e Spiritualità, pensati quasi come collana editoriale della Rete Beni Culturali Cappuccini Assisi «perché non si perda – si scriveva nella Prefazione a quel primo volumetto – la memoria della buona volontà dei Cappuccini umbri» nella promozione delle attività di tutela e di valorizzazione del loro patrimonio storico-artistico. Ma il nostro interesse e la nostra attenzione non possono isolarsi autarchiche nel chiostro prescindendo dalle altre "storie”, né dal territorio, né dalla contemporaneità, in cui siamo e ci muoviamo. Soprattutto se l’attenzione e l’interesse sono sollecitati da una condivisa urgenza di Verità e di bellezza. È così che nasce questo secondo «Quaderno», per conservare traccia di immagini e parole che, pur nella pluralità dei tempi, dei luoghi e delle voci, dicono una medesima tensione intellettuale verso la conoscenza o esperienza del mondo e del sacro in esso velato. Le «voci» principali sono quelle dei due pittori William Congdon e Riccardo Secchi, uno nelle vesti di Maestro e l’altro di allievo, che omaggia il Maestro con la personale di pittura che dà il titolo a questo «Quaderno»: Vedute di Orïente. Omaggio a William Congdon. L’evento ha la sua genesi alla fine di settembre dello scorso anno, quando l’amica storica dell’arte Daniela Pera mi parlò del pittore Riccardo Secchi donandomi il catalogo della mostra Luce, acqua, terre: suggestioni dal Trasimeno che lei aveva presentato a Passignano sul Trasimeno. Mi disse che da giovane studente dell’Accademia perugina di Belle Arti "Pietro Vannucci” Secchi frequentò lo studio assisano di William Congdon, l’artista statunitense che in Assisi dimorò a lungo, circa vent’anni dal 1959 al 1980, lasciando tanti amici, ricordi, ed un certo numero di opere che si possono ammirare presso la Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana. Come Responsabile dei Beni Culturali e della Sala Mostre dei Frati Cappuccini dell’Umbria, pensai immediatamente alla possibilità di allestire un "Omaggio a William Congdon” da parte dell’allievo. La mia idea, accolta favorevolmente dal pittore Riccardo Secchi, è diventata poi anche un omaggio alla patria di San Francesco, cioè Assisi, soggetto delle sue «Vedute di Orïente», dove il titolo evoca il noto verso del canto XI del Paradiso («non dica Ascesi, ché direbbe corto, ma Orïente, se proprio dir vuole»). Perché anche Assisi - mi spiegò confidente Riccardo – aveva avuto larga parte nella sua formazione umana, sia artistica sia spirituale. Grazie alla generosa disponibilità dell’Amministrazione Comunale, affettivamente coinvolta dall’«omaggio» al suo illustre figlio adottivo William Congdon, è stato infine possibile organizzare la presentazione della «Personale» nella suggestiva cornice della Sala degli Sposi di Palazzo Vallemani. Secondo la filosofia del nostro operare «perché nulla vada perduto» (Gv 6, 12) il «Quaderno» raccoglie e accosta i due interventi su William Congdon fatti da Pigi (Pierluigi) Colognesi e Riccardo Secchi in quell’occasione, sabato 21 marzo 2015, giorno dell’inaugurazione della mostra, con l’introduzione critica e il Catalogo delle opere esposte nella Sala Mostre Cappuccini Assisi (21 marzo - 28 giugno 2015) a cura di Daniela Pera. Anche perché oggi non abbiamo altro rimedio da opporre alla barbarie dell’ignoranza che la cura puntigliosa della nostra universale eredità storica e artistica, preziosa di multiformi e pluralistiche espressioni e tradizioni di forme, suoni, gesti, colori, parole…

fr. Daniele GiglioResponsabile Beni Culturali

 

DONNE NELLO SPECCHIO DELL’ALTISSIMO

14 ottobre 2014

Dalla Presentazione

L’innovazione di un ufficio per i beni culturali, nella Provincia dei Frati Minori Cappuccini dell’Umbria, ha permesso di conoscere meglio il patrimonio storico-artistico dei Cappuccini umbri e di creare una rete tra le sue diverse Istituzioni (Archivio, Biblioteca, Museo Missionario, Sala Mostre, Teatro) capace di promuovere sinergie e disegni progettuali di lungo termine. Il problema dei finanziamenti attualmente limita alcuni nostri importanti progetti. Una prima scelta operativa di valore è stata, comunque, il restauro di un Ecce Homo ligneo conservato nel Convento cappuccino dell’Immacolata di Assisi. Già esposto (17 aprile – 08 giugno 2014) nella Sala Mostre Cappuccini Assisi, dopo il suo restauro, viene ora riproposto nella mostra Donne nello specchio dell’Altissimo, che dà il titolo a questo primo Quaderno di Arte, Cultura e Spiritualità a cura della Rete Beni Culturali Cappuccini Assisi. La mostra si inserisce tra gli eventi artistici e gli itinerari culturali promossi dalla MEU (Rete Musei Ecclesiastici dell’Umbria) per il biennio 2014-2015 sul tema MaDONNA. Il femminile nell’arte sacra in Umbria.Il tema è stato suggerito dalla canonizzazione equipollente della Beata Angela da Foligno, avvenuta ultimamente (lettera decretale di papa Francesco del 9 ottobre 2013) e che larga eco ha avuto in Umbria. È la Nostra una terra ricca di santità: «Oltre li santissimi patriarchi Benedetto e Francesco e le sante patriarchesse Scolastica e Chiara, sono usciti da questa provincia circa altri quindici fondatori di Ordini o Congregazioni e Riforme; e più di ventimila fra santi e beati». Così scriveva Ludovico Iacobilli (1598-1664) nel Discorso della provincia dell’Umbria (prefazione a le Vite de’ Santi e Beati dell’Umbria, Foligno 1647, tomo I, p. 19). Tra questa schiera di santi e beati spiccano, insieme alla patriarchessa Santa Chiara d’Assisi, Santa Chiara da Montefalco e Santa Rita da Cascia. Sono le tre umbre delle cinque sante raffigurate nei dipinti esposti presso la Sala Mostre Cappuccini Assisi. Di fronte a loro, come uno specchio nel quale fissare lo sguardo (cf. Lettera IV di Chiara d’Assisi a Agnese di Praga, 14-5) sta l’Ecce Homo, soggetto dell’ardente desiderio di emulazione e di conformazione delle sante donne. Presso il MUMA(Museo Missionario Indios Frati Cappuccini dell’Umbria in Amazzonia) è esposta, invece, un’icona in ceramica della Madonna do Amazonas. L’opera fu commissionata all’artista gualdese Fulberto Frillici da P. Benigno Falchi, missionario cappuccino  in Amazzonia dal 1961 al 2011, per nutrire la devozione del popolo amazzonense verso la Madre di Dio (Icona delle icone della santità femminile). La mostra Donne nello specchio dell’Altissimo, ideata congiuntamente dal MUMA (uno dei tredici Musei della MEU) e dalla Sala Mostre Cappuccini Assisi, è stata inaugurata il 4 settembre scorso e preceduta dalla relazione della Prof.ssa Alessandra Bartolomei Romagnoli, della Pontificia Università Gregoriana di Roma, su Il corpo dell'estasi. Un percorso nell'arte tra Medioevo ed Età barocca. Abbiamo voluto raccogliere questo prezioso studioinsieme al Catalogo della mostrae alla Relazione sul restauro dell’Ecce Homo per custodire la memoria di un’eredità, con l’auspicio di arricchirla di una Collana di titoli selezionati, per immagini e parole, da tutti i cultori della bellezza della Verità.

fra Daniele Giglio, Responsabile Beni Culturali

L'Arte dei Cappuccini dell'Umbria - di Marco Droghini

11 novembre 2013

Dalla "Premessa” dell’autore:

 

«É stato nell’autunno del 2010 che l’amica Daniela De Ritis – la quale, con passione e competenza, svolge la sua attività di restauratrice a Sansepolcro – mi ha proposto di affiancarla, lei nel ruolo di esaminatrice dello stato di conservazione ed io in quello di storico dell’arte, per effettuare una ricognizione del patrimonio artistico-culturale dei Cappuccini della Provincia dell’Umbria. A sua volta il progetto era scaturito da un forte, illuminato, interesse sviluppato sull’argomento dal Ministro Provinciale dei Cappuccini dell’Umbria, padre Antonio Maria Tofanelli, e da padre Daniele Giglio (Responsabile per la tutela del patrimonio culturale della Provincia cappuccina dell’Umbria). Da allora, di convento in convento, abbiamo preso coscienza di una "collezione” alquanto ricca di opere d’arte, la maggior parte delle quali mai o poco studiate e, rimarchiamolo, detenenti una qualità di tutto rispetto. Tale affermazione, certo, sarebbe poi risultata assai più ridondante se la Provincia dell’Umbria, stanziata in un territorio strategico in fatto di interscambi artistici, non fosse stata colpita da una pesante diaspora dei propri beni mobili ed immobili tanto che oggi, in sostanza, ci troviamo a discutere su una minima parte di quanto era al contrario disponibile, per indicare il secolo in cui la floridezza raggiunse l’apice, nel Settecento. Soltanto per parlare di cifre, infatti, bisogna porsi di fronte alla constatazione che sono andati dispersi, senza esagerare, circa gli otto decimi dell’antico patrimonio, fattore questo che, ovviamente, crea seri problemi nella ricostruzione filologica dell’arte dei Cappuccini dell’Umbria. Al di là di ciò, durante il lavoro di verifica patrimoniale, è nata l’idea di una pubblicazione finalizzata alla disamina di quanto rintracciato in fatto di beni artistici. Ecco allora che siamo giunti al presente catalogo divisibile in due blocchi sostanziali. Il primo, d’introduzione, è dedicato ad una rapida storia della Provincia con elencazione di tutti i conventi che l’hanno composta, all’analisi di quanto potevamo trovare in epoca antica nei siti cappuccini umbri, alle vie principali di composizione del patrimonio artistico e, infine, alla problematica della dispersione del materiale artistico legata soprattutto alle soppressioni degli ordini religiosi. L’altro blocco, dietro una premessa riservata all’approfondimento di questioni "estetiche” legate alle Costituzioni dell’Ordine, rappresenta invece il catalogo vero e proprio formato dai pezzi più significativi selezionati nei settori della pittura, della grafica e della scultura, come pure della suppellettile liturgica. Il periodo di riferimento, precisiamolo, abbraccia essenzialmente i secoli XVI-XIX ma, in alcuni casi particolari, si è toccato anche il Novecento. Permettetemi infine di salutare tutti coloro che, accompagnandomi in questa bellissima esperienza, terrò sempre nel mio cuore. Penso dunque a padre Antonio Maria Tofanelli e a padre Daniele Giglio in rappresentanza di tutti i componenti della Provincia Serafica, a Daniela De Ritis ed alle tante persone legate alla famiglia cappuccina umbra».

Marco Droghini