IL PRESEPE NELLA STORIA. DA SAN FRANCESCO AI MAESTRI NAPOLETANI


Da VENERdì 5 DICEMBRE 2014 a Domenica 25 GENNAIO 2015 la Sala Mostre Cappuccini, sita in Assisi, via San Francesco 19, PRESENTA LA MOSTRA: IL PRESEPE NELLA STORIA. DA SAN FRANCESCO AI MAESTRI NAPOLETANI.

In mostra abbiamo presepi, Bambinelli e personaggi legati alla nascita del Redentore, di pertinenza dei Frati Minori Cappuccini della Provincia dell’Umbria o concessi in prestito, la cui cronologia spazia dal Settecento ad oggi. Tra le opere in questione il gruppo più significativo, appartenente ai Cappuccini, è un prodotto in legno scolpito e dipinto della seconda metà del Settecento di cui bisogna rimarcare la profonda accortezza nel rappresentare i personaggi, oltretutto stimabili nella loro espressività, secondo la moda soprattutto popolare dell’epoca di esecuzione [fig.1]. Proprio i costumi, di cui alcuni veramente interessanti come quello della figura femminile con cappello a tuba, contribuiscono a selezionare la zona di produzione dei pezzi iniziando da Napoli ma senza tralasciare centri e territori suggestionati dalla tradizione partenopea. Quale curiosità ricordiamo che i re magi possono essere presentati in due versioni: in piedi, oppure seduti a cavallo o su cammello. Della suddetta serie, tuttavia, non è disponibile il gruppo della Sacra Famiglia (spesso utilizzato in autonomia, dunque soggetto a separazione dal resto del presepe) qui sostituito da un’Adorazione dei pastori su tela, di pertinenza sempre dei Cappuccini, a motivo di proporzioni analoghe a quelle delle sculture[fig. 2]. Contiamo pure una realizzazione avvenuta in periodi non molto differenti visto che il dipinto è copia antica di un quadro di Sebastiano Conca licenziato, intorno al 1710, per il cardinale Pietro Ottoboni (oggi Paul Getty Museum di Malibu), prova questa esemplata per ripresa notturna, composizione e costruzione del pastore in primo piano su un dipinto napoletano di Guido Reni (conservato alla Certosa di S. Martino) di certo studiato dal Conca nel corso della sua prima formazione avvenuta a Napoli. Di qui si passa al duo costituito dal S. Giuseppe con il bastone fiorito e dalla Vergine Maria, belle opere in cartapesta policroma, legno e capelli naturali di cui il S. Giuseppe corredato dei vestiti originali impreziositi da borchie metalliche [foto 3]. La manifattura, tardo settecentesca, sembra essere marchigiana e del S. Giuseppe vanno apprezzati i realistici tratti del viso. Piacevolissima, a sua volta, è la figura della Vergine contraddistinta da lunghi capelli a boccoli. Tali personaggi fanno da supporto a quattro esempi di Gesù infante in cera, databili tra la prima metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, bene illustranti un tipo di creazione destinata soprattutto a monasteri femminili ma fungente pure da dono di buon auspicio per le novelle spose. Alcuni di essi sono racchiusi in fasce (più moderne rispetto all’epoca di esecuzione delle sculture che avvolgono), altri sono liberi e guizzanti assumendo la posa benedicente. Di questi il più interessante è il Bambinello conservato in un’urna in legno bellamente dipinta sia esternamente che internamente, assemblaggio questo forse concepito sin dal principio visto che sul timpano del contenitore troviamo la scritta "IHS” (Iesous – Gesù) [foto 4]. In una "confezione” simile a quella suddetta si presentano due deliziosi presepi, provenienti da monasteri femminili marchigiani, di fine Sette-inizi dell’Ottocento [foto 5-6]. Ci troviamo adesso di fronte a delle vere e proprie scatole delle meraviglie, in particolar modo nel caso dell’esempio più ricco da cui sboccia, una volta aperte due ribalte, una vivace decorazione plastica in terracotta policroma. Andando avanti con gli anni arriviamo poi a statuine da presepe, in gesso dipinto, la cui manifattura risale ai primi del Novecento. Giunti ai nostri giorni, al di qua della balaustra in legno presente nella sala, e donata ai Cappuccini di Assisi dalla nobile famiglia Torlonia (di cui compare lo stemma) ad integrazione di quanto perduto con le soppressioni postunitarie degli ordini religiosi, è un lavoro del Maestro Gennaro Cerqua afferente alla tradizione napoletana e realizzato prendendo come spunto, nell’ambientazione minuziosamente allestita, un antico borgo italiano, cui si uniscono una graziosaNatività di Domenico Petrucci nonché una singolare Annunciazione della Vergine di Gianfranco Chiarotti (quest’ultimi due maestri presepisti facenti parte della "Associazione Italiana Amici del Presepio” sede di Penne).

 

 


SCARICA PDF: 10_10_cp_locandine.jpg


Per richiedere informazioni contattare:


Telefono: 075-812280 (int. 03)
E-mail: info@rebeccassisi.it

Responsabile: fra Daniele Giglio