LA DONNA VESTITA DI SOLE


La "Donna vestita di sole” è una serie di dodici dipinti che Mario Barberis, suddividendola in quattro gruppi o "concerti della luce”, ha licenziato per i frati Cappuccini della Provincia dell’Umbria, nella persona di Padre Mariangelo da Cerqueto (alias Frate Indovino), in occasione del primo centenario delle apparizioni mariane di Lourdes, avvenute nel 1858. La "Donna vestita di sole” è quella descritta da san Giovanni nel libro dell’Apocalisse (12, 1-2) e utilizzata, a livello iconografico, per rappresentare la figura dell’Immacolata Concezione, protagonista della sedicesima apparizione a Bernadette Soubirous (quella in cui la "Signora vestita di bianco con una cintura blu” si presentò dicendo "io sono l’Immacolata Concezione”). Per un’esatta interpretazione della poetica insita nei dipinti di cui stiamo parlando dobbiamo affidarci ad un elegante album pubblicato nel 1958 e siglato "Perugia 1958-59. I° centenario delle Apparizioni di Lourdes. Edizioni Frate Indovino”, prodotto editoriale questo appunto dedicato alla presentazione dei quadri di Barberis. Ci rivolgiamo dunque ad una testimonianza diretta dell’epoca, forse guidata proprio dall’autore delle opere descritte. Mario Barberis, pittore ed illustratore italiano, nasce a Roma nel 1893 da una famiglia di origine piemontese. Il suo percorso artistico inizia nell’ambito dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. A causa della Prima Guerra Mondiale – che visse in prima persona, come soldato diventandone un acuto interprete – l’artista è tuttavia costretto ad interrompere gli studi. La fine del conflitto mondiale segna il ritorno di Barberis nella nativa Roma dove il Nostro ha avuto modo di lavorare per l’editoria nonché di licenziare manifesti e bozzetti di scena per la nascente industria cinematografica. Alla prima Biennale di Roma (1921) fu presentata la sua prima grande opera di soggetto religioso: il Convito della luce. Il successo ottenuto con tale dipinto aprì le porte di una commissione che ha portato Barberis, varcando i confini dell’Italia, sino a Gerusalemme dove l’artista si è dedicato, nel 1922-23 e negli anni ’40, alla decorazione della nuova Basilica dell’Agonia (o Chiesa di tutte le Nazioni). Da questo momento in poi la produzione di Barberis appare soprattutto di carattere religioso, destinata a sedi anche prestigiose come il Vaticano. A tal proposito va segnalata la realizzazione di una cinquantina di Via Crucis che ritroviamo sia in Italia (ad esempio nella chiesa di S. Anna dei Palafrenieri in Vaticano) che all’estero (Polonia, Canada e Stati Uniti d’America). Parallela alla suddetta attività scorre poi quella dell’insegnamento. Nel 1960 Mario Barberis muore a Roma.


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